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mercoledì 17 settembre 2014

10 parole in mixteco per capire la cultura di Ânâhuac

  • icú: montagna. Secondo i mixtechi la montagna era la madre di tutti gli uomini e gli animali che vi vivevano. Nelle rappresentazioni la montagna è una donna incinta di pietra.
  • ñuhu: luce. Gli anaguatechi ritenevano che la luce del Sole e della Luna fosse continuamente in pericolo e che gli umani, in qualche modo, potevano continuare a preservarle.
  • ñuhú: terra. Per gli anaguatechi ogni singolo frutto della terra era sacro, dal piú piccolo sasso alla piú imponente montagna, dal piú arido deserto alla piú rigogliosa foresta.
  • nuní: mais. Il mais era l’alimento principale degli anaguatechi. Nel Popol Uuh gli uomini sono fatti di mais! Ancora oggi le donne indigene celebrano il mais come un miracolo (usanza già in voga all’inizio della storia di Ânâhuac).
  • ñùù: villaggio. Gli anaguatechi si organizzavano in città intorno a cui sorgevano tanti villaggi dove viveva il popolo. Oggi sono chiamati pueblos e sono ancora abitati.
  • quiví: giorno, ma anche destino. Per gli anaguatechi il destino di una persona era determinato dal giorno in cui nasceva.
  • saví: pioggia. I mixtechi chiamavano sé stessi “popolo della pioggia”. La pioggia era fondamentale perché faceva crescere il mais, alla base dell’economia anaguateca.
  • tùtù: libro. Gli anaguatechi conoscevano la carta e su di essa scrivevano libri pieni di illustrazioni vivacemente colorate.
  • vehe ñuhu: casa di vita, tempio di vita. I templi maya, mixtechi e aztechi erano di forma piramidale, con delle scalinate decorate con iscrizioni e altari in cima. Solo i sacerdoti potevano salire fin sulla cima del tempio, però il popolo partecipava animatamente alle cerimonie religiose.
  • yaa: canzone, canto o poesia. Già dall’epoca maya si mostrava interesse per la musica e per la poesia. Purtroppo non sappiamo molti testi delle canzoni né tanto meno i  loro ritmi, ma in compenso conosciamo gli strumenti che usavano, quali tamburi, flauti e sonagli.

giovedì 4 settembre 2014

Yunu Yucu Ninu - Poema in lingua Mixteca

"Yunu Yucu Ninu"

TESTO:
Yucu ninu xian cumasi
ini-ri ji-ro, cuaha quiti nchaca-ro
nuni cháa ñúhu nayuu-roó
ndahu ndahu, nducuiñi-ro

Maro scuanu yuhnu
scuanu ita yisi
ita ndeyu, vihncha, jihi
nduvi ja cahnù scuanu-ro

Yuhnu nuyuja, 
nuxeñu, nujanu
nuyundu, inti-i cahnù

Io iin chaa nditi-ro
te tu cuenda saha-de
conde nu ni ndua-ro
Pa ni saha
te vasi nucuhu ini-de-ro

Chii maro kuu ja saha
Luu! Luu yucu ninu
te nuu ndehe jica-yo
Tuu! Tuu nducuiñi-ro.

TRADUZIONE:
Colle Nero, io ti venero,
Tu dai nutrimento a tutti gli animali.
Però gli uomini della terra ti bruciano
e purtroppo non c'è niente da fare.

Su di te crescono alberi
Boccioli dei fiori,
Orchidee, nopal, funghi,
tutto quanto!

(Strofe 3 & 4: ?!?!?)

Perché tu fai tutto questo,
Bellissimo colle nero,
Quando ti vediamo pensiamo
"Non cambiate mai!"

Codice Borbonico

Codice Borbonico
Questo è il “Rituale Del Fuoco Nuovo”, o ”Rituale Dell’Anno Nuovo”